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Il verme, il ricordo, l'errore: la memoria della planaria

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Conan il batterio: perché Deinococcus radiodurans è il microrganismo più resistente al mondo

  Conan il batterio: perché Deinococcus radiodurans è il microrganismo più resistente al mondo Nel 1956 un batterio sconosciuto sopravvive a una dose di radiazioni pensata per sterilizzare del cibo in scatola. Oggi lo chiamiamo Conan: sa ricomporre il proprio DNA a pezzi, viene usato per ripulire siti nucleari, ed è sopravvissuto un anno intero esposto nudo fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale. 🥫 La lattina che non voleva morire Corvallis, Oregon, 1956. In un laboratorio della Oregon Agricultural Experiment Station, il ricercatore Arthur Anderson sta testando un'idea semplice: sterilizzare il cibo in scatola bombardandolo con radiazioni gamma. Dosi alte, pensate per non lasciare sopravvissuti. Le scatolette di carne vengono irradiate secondo protocollo. Eppure il contenuto si guasta comunque. Qualcosa, dentro quella lattina, ha retto a una dose che avrebbe dovuto azzerare ogni forma di vita microbica. Quel qualcosa oggi porta un soprannome che i ricercatori stessi gli h...

Quanti fotoni servono per vedere: il limite della visione umana

 Quanti fotoni servono per vedere: il limite della visione umana C'è un limite fisico a quanto poco basta per vedere. Ed è più vicino di quanto sembri al confine della fisica quantistica. Non è una metafora: in condizioni estreme, l'occhio umano si avvicina alla soglia più bassa possibile, quella di un singolo fotone. La storia che porta a questa scoperta comincia in modo inaspettato, con un esperimento ottocentesco tanto macabro quanto, alla fine, illuminante. 🐇 L'esperimento che voleva fotografare la morte Nel 1878 un fisiologo tedesco è convinto di una cosa impossibile. Pensa che l'occhio, come una lastra fotografica, trattenga l'ultima immagine vista prima di morire. Per dimostrarlo chiude un coniglio albino al buio, lo espone per pochi secondi a una finestra a sbarre, poi lo decapita e immerge la sua retina in una soluzione di allume. Quello che trova è l'ombra netta di quella finestra, impressa nell'occhio dell'animale. Si chiama Wilhelm Kühne e...

Miosina: il motore molecolare che fa battere il cuore

 Miosina: come funziona il motore molecolare che fa battere il cuore In breve 📌 La miosina è la proteina motrice che fa contrarre ogni muscolo, cuore compreso, attraverso un piccolo movimento meccanico chiamato colpo di forza. Nel 2025 un nuovo studio ha finalmente svelato l'esatta sequenza di questo meccanismo, risolvendo una domanda rimasta aperta per quarant'anni. Quando il gene che codifica la miosina cardiaca, MYH7, presenta mutazioni, il risultato può essere la cardiomiopatia ipertrofica. Il cuore batte circa una volta al secondo, per l'intera durata di una vita, senza mai fermarsi per riposare. A rendere possibile questo lavoro instancabile è una proteina precisa, la miosina, che con un piccolo movimento meccanico ripetuto miliardi di volte al secondo fa contrarre ogni fibra del muscolo cardiaco. Capire come funziona la miosina significa capire, a livello molecolare, cosa succede davvero dentro ogni singolo battito. 🫀 Cos'è la miosina e perché è importante ...

Cosa sono i prioni: dalla scoperta del kuru alla mucca pazza

 Cosa sono i prioni: dalla scoperta del kuru alla mucca pazza Per quasi un secolo, la biologia ha dato per scontata una regola semplice: perché qualcosa si trasmetta da un organismo all'altro, causando una malattia, serve un genoma. DNA o RNA, un progetto da copiare. Poi, in un villaggio di montagna della Papua Nuova Guinea, questa regola ha smesso di reggere. 🌫️ Una malattia che sembrava impossibile Il kuru comparve tra il popolo Fore, nelle Highlands orientali della Papua Nuova Guinea, a partire dagli anni Cinquanta del Novecento. Nella lingua Fore, il termine significa tremare. I primi osservatori occidentali la chiamarono "la morte che ride", per le risate incontrollate che precedevano le fasi più gravi della malattia. Al suo picco, il kuru uccideva ogni anno circa una persona su cinquanta all'interno della comunità colpita. Un dato reso ancora più inquietante da uno squilibrio innegabile: colpiva soprattutto donne e bambini, risparmiando in larga parte gli uom...

Nati dal buio: la vita che non ha bisogno del sole

 Nati dal buio: la vita che non ha bisogno del sole Duemila metri sotto la superficie dell'oceano non arriva un solo raggio di sole. Eppure, in quel punto esatto dove ogni logica biologica direbbe che non può esserci nulla, prospera una delle concentrazioni di vita più dense del pianeta. In questo articolo e nell'episodio del podcast Fuori Scala a cui è collegato, raccontiamo gli ecosistemi idrotermali abissali e un concetto che ribalta tutto quello che sappiamo sulla biologia: la vita senza sole. 🌋 Cosa sono i camini idrotermali Lungo le dorsali oceaniche, dove le placche tettoniche si allontanano lentamente l'una dall'altra, l'acqua di mare filtra nella crosta terrestre, si scalda a contatto con il magma e riemerge carica di minerali. Il risultato sono i camini idrotermali, strutture di roccia che possono superare i dieci metri di altezza, da cui fuoriesce un fluido che può raggiungere i 400 gradi centigradi. Attorno a queste strutture, chiamate anche fumatori ...

La scoperta italiana nascosta dentro Ciona robusta

  La scoperta italiana nascosta dentro Ciona robusta Il parassita invisibile nascosto in Ciona robusta Nei mari del Mediterraneo vive un animale che sembra un semplice sacco trasparente attaccato a uno scoglio. E' un tunicato e si chiama Ciona robusta , ed è uno degli organismi più studiati della biologia marina: genoma sequenziato, sviluppo osservato al microscopio migliaia di volte, usato da decenni come modello per capire come si è evoluta la nostra stessa colonna vertebrale. Eppure, dentro molti di quegli esemplari, viveva qualcosa che nessuno aveva mai davvero notato. 🇮🇹 Una scoperta nata da un dettaglio, non da un progetto Tutto è iniziato per caso, durante una tesi di laurea magistrale. Sebastiano Scibelli, oggi ricercatore alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli, stava eseguendo normali fecondazioni in vitro quando ha notato, dentro alcuni esemplari di questo animale marino, un piccolo crostaceo: un copepode chiamato Pachypygus gibber . Per anni era stato catal...

Come il cervello decide quali ricordi salvare

  Come il cervello decide quali ricordi salvare Non ce ne accorgiamo mai, ma ogni volta che un ricordo riaffiora, dentro una sinapsi del nostro cervello sta succedendo qualcosa di molto concreto. Non un'immagine che si riaccende, ma una decisione chimica, presa da una molecola che pochi conoscono e che merita di essere raccontata. 🧠 Una decisione che il cervello prende migliaia di volte al giorno Ogni sinapsi che usiamo con più intensità lascia una traccia più marcata delle altre, un po' come un sentiero che si consolida a forza di essere percorso. Ma perché una traccia diventi duratura serve un meccanismo che la fissi. Quel meccanismo ha un nome preciso: CaMKII, una chinasi, cioè una proteina che accende e spegne altre proteine attaccando loro un frammento di fosfato. Da sola non basterebbe: entra in azione solo quando il calcio, intercettato da una seconda proteina chiamata calmodulina, le dà il via libera. ⚡ L'interruttore che rifiuta di spegnersi La parte più sorprende...